La storia si ripete

un mazzetto di ciliegieun mazzetto di ciliegie

La storia si ripete, si ma quasi ogni giorno, con 1 , 2 e a volte anche 3 fatti corruttivi, quelli che sappiamo a mezzo notizie pubbliche, che portano con se una sparizione di denaro pubblico che non si sa dove va a finire e neanche si sa se viene recuperato.
La corruzione nel nostro paese ci costa circa 60 miliardi di Euro l’anno e la legge “anticorruzione” è ferma in parlamento, forse non si vuole approvare per continuare a percorrere la strada degli illeciti? Oppure più semplicemente un parlamento con un certo numero di corrotti e corruttori non può approvare una legge contro se stesso? Come può questo paese rialzarsi, per conquistare un posto onorevole in Europa e nel mondo? Un dato di fatto è che abbiamo un politico ogni 46 abitanti cioè circa un milione e trecentomila, per un costo di 90 miliardi di Euro l’anno. In tutto il mondo c’è un altro paese con questo rapporto? L’Italia per numero di parlamentari è seconda solo alla Cina, ma quelli sono una popolazione di miliardi di persone!
C’è una mancanza di cultura della legalità che porta la corruzione in primo piano con la mancanza di chi si dovrebbe interessare del benessere della società e dovrebbe operare con: trasparenza, rigore, onestà e costante impegno, tutti valori che richiedono fatti e non solo parole truffaldine. Spesso non si tiene conto dei principi di: giustizia, eguaglianza e solidarietà, che sono il fulcro della nostra costituzione.
Per tutto il denaro che ogni giorno sparisce attraverso la corruzione si può pensare a:
1) quante cose, per il benessere di tutti, si potrebbero risolvere nel nostro Paese
2) quante vite ci vorrebbero per guadagnarli da un semplice lavoratore
3) le Autorità preposte al recupero del maltolto riusciranno nel loro intento
4) per l’ennesimo scandalo qual è la pena che si deve applicare? (per un pacco di biscotti preso al supermercato 2 anni di carcere).
A volte mi domando sarà vero o siamo su scherzi a parte? Se è vero allora siamo davvero in un Paese dove non esiste più il concetto “ubi ius ibi societas” ma esiste la legge del “truffatore impunito”.
L’ennesimo annuncio è stato quello di dire che i corruttori verranno puniti e cacciati ma tutti sappiamo, per tutti i cavilli burocratici di questo Paese, riceveranno solo degli arresti domiciliari per altro è quello che si erano prefissato per godersi il maltolto.
Per questi fatti di una importanza rilevante sarebbe opportuno risolvere la corruzione con processi per direttissima, togliendo dal paniere  le mele marcie, con sentenze giuste e severe. L’idea che deve passare è quella di educarne bene uno per riflettersi ad altri cento.

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