Nel corso degli anni, le opere di Stephen King hanno visto numerosi adattamenti che spaziano tra cinema, televisione e miniserie. Tra questi, «It» (2017), diretto da Andy Muschietti e interpretato da Bill Skarsgård nel ruolo del temibile clown Pennywise, rappresenta una pellicola particolarmente significativa. Trasposizione del romanzo horror pubblicato nel 1986, «It» è stato preceduto da una miniserie del 1990, diventata un vero e proprio cult grazie alla performance di Tim Curry, nonostante le critiche per la sua non totale fedeltà al libro.

Un altro adattamento controverso fu «Shining» di Stanley Kubrick, uscito nel 1980, che King stesso giudicò freddo e distante rispetto alla sua opera originale. Lo scrittore sottolineò la differenza tra il suo Jack Torrance, un uomo inizialmente forte ma corrotto da forze maligne, e la rappresentazione di Jack Nicholson, visto invece come già squilibrato fin dalle prime scene.

Il primo dei numerosi adattamenti tratti dai romanzi di King è stato «Carrie – Lo sguardo di Satana» (1976), diretto da Brian De Palma, film che lo stesso autore ha definito elegantemente superiore al suo libro in certi aspetti. Tuttavia, il remake del 2013, diretto da Kimberly Peirce, non ha riscosso lo stesso successo, venendo pesantemente criticato dai fan.

Tra gli insuccessi si annovera «Fenomeni paranormali incontrollabili» (1984) di Mark L. Lester, basato sul libro «L’incendiaria» del 1980, che non riuscì a convincere né pubblico né critica. Anche lo stesso King, tentò la strada della regia con «Brivido» nel 1986, un adattamento del suo racconto «Camion», ma il risultato fu tanto deludente che l’autore stesso lo considera un fallimento.

Nonostante questi insuccessi, ci sono state anche trasposizioni di notevole successo. Tra queste spicca «Misery Non Deve Morire» (1990), diretto da Rob Reiner, il cui adattamento del romanzo «Misery» del 1987 valse a Kathy Bates un Oscar e un Golden Globe per la sua eccezionale interpretazione di Annie Wilkes. Anche «La zona morta» di David Cronenberg (1983) è uno dei pochi film che King ha apprezzato, un adattamento fedele e stimato.

Inizialmente poco fortunato al botteghino, «Le ali della libertà» del 1994, diretto da Frank Darabont e basato sul racconto «Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank», ha trovato il suo pubblico grazie al mercato home-video ed è oggi considerato un capolavoro cinematografico.

Il rapporto tra i racconti di Stephen King e le loro versioni cinematografiche e televisive è stato a volte conflittuale, come si evince dal caso di «Il tagliaerbe» diretto da Brett Leonard nel 1992. King intentò una causa per non essere associato al film, ritenuto assai lontano dal suo racconto, e vinse ottenendo la rimozione del suo nome dai crediti e un risarcimento di 2,5 milioni di dollari.

Con il passare degli anni, diverse produzioni tratti dai racconti di Stephen King sono diventati dei veri capisaldi del genere thriller e horror, dimostrando come la sua narrativa abbia la capacità di influenzare profondamente l’immaginario collettivo attraverso diversi media.

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