La prossima Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile, offre l’occasione di esplorare storie come quella raccontata attraverso l’incontro tra Greta Scarano e Yuri Tuci. Questa intervista è stata resa pubblica nel numero 14 di una rivista, disponibile fino al 1° aprile 2025.

L’attore Yuri Tuci, affettuosamente definisce la sua condizione di autismo come un «mattoncino», nonostante le difficoltà che ha comportato nella sua vita. Grazie all’autismo, infatti, Yuri è giunto fino al ruolo di protagonista ne “La vita da grandi”, il primo film diretto da Greta Scarano. Quarantunenne di Prato, ha un grande interesse per Fantozzi e Charlie Chaplin, e un innato senso di autoironia. Attualmente, Tuci lavora come aiuto bidello in un liceo, in un progetto di integrazione per categorie protette.

Greta Scarano, regista del film, ricorda come abbia scoperto Tuci in un momento di crisi, cercando un attore per il ruolo di Damiano. L’attrice e regista romana, già nota per lavori cinematografici e televisivi, desiderava da tempo raccontare una storia significativa, trovandosi casualmente folgorata dai fratelli Tercon durante una visione di Italia’s Got Talent. Il film “La vita da grandi” trae ispirazione dal libro “Mia sorella mi rompe le balle” e affronta temi profondi come la responsabilità, le relazioni significative e le imperfezioni che caratterizzano la nostra natura umana.

Greta Scarano ha selezionato Matilda De Angelis per il ruolo di Margherita ma cercava disperatamente la persona giusta per interpretare Damiano. Dopo aver esaminato molti candidati sia neurotipici che neurodivergenti, ha trovato nel lavoro teatrale di Yuri Tuci un’interpretazione che l’ha colpita profondamente, portandola a sceglierlo.

Per Yuri, la richiesta di recitare nel film è stata una sorpresa inaspettata e estremamente fortunata. Tuci racconta che, a differenza del personaggio di Omar che interpreta, lui è figlio unico e ha iniziato a mostrare segni di autismo dall’età di 18 mesi. Nonostante le difficoltà incontrate, inclusi episodi di bullismo e una grave crisi personale, Yuri ha superato momenti difficili grazie al sostegno dei suoi genitori.

Greta Scarano sottolinea che l’autismo non è il fulcro del film, ma ne rappresenta solo una parte, così come accade nella vita di chi ne è affetto. Il film tenta di esplorare la normalità nella diversità, offrendo una narrazione che non si concentra su talenti straordinari, ma su una vita autentica e significativa, con tutte le sue sfide e conquiste.

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