La Commissione europea ha recentemente proposto un significativo incremento del personale di Frontex, l’agenzia di frontiera dell’Unione Europea, portandolo a 30.000 unità. Questo indirizzo strategico è parte di un piano più ampio volto a rafforzare la difesa dell’Europa contro minacce ibride, cybercriminalità, criminalità organizzata e terrorismo. Secondo Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla tecnologia, la situazione in materia di sicurezza è particolarmente preoccupante. In un’intervista rilasciata a POLITICO, ha evidenziato come le minacce attuali siano sempre più interconnesse e digitalizzate, richiedendo un approccio più coordinato a livello europeo piuttosto che unicamente a livello nazionale.
La proposta presentata a Strasburgo da Virkkunen suggerisce di rafforzare le risorse per le forze dell’ordine, attraverso un ampliamento del personale di Frontex da raggiungere entro il 2027. Questa strategia rappresenta un quadro generale, in assenza di specifiche proposte legislative, e si inserisce in un contesto più ampio di recenti iniziative in materia di difesa e preparazione, sottolineando l’impegno dell’Unione nel farsi carico delle proprie responsabilità in materia di sicurezza.
In parallelo, la Commissione ha sollecitato un potenziamento delle risorse per Europol, l’agenzia di polizia dell’UE, incaricata di affrontare le minacce ibride. Tali minacce, che operano in una zona grigia tra criminalità e atti statali, mirano a destabilizzare le società colpendo infrastrutture critiche attraverso azioni fisiche o attacchi informatici e diffondendo paura e disinformazione. Sin dall’invasione dell’Ucraina nel 2022, la Russia ha intensificato questi tipi di attacchi contro l’Europa, come sottolineato da un alto dirigente della NATO, che ha avvertito del potenziale impatto in termini di vittime.
In questo contesto, il piano prevede di garantire alle forze dell’ordine un accesso maggiore ai dati digitali. Virkkunen ha osservato come le autorità di polizia siano spesso in ritardo nell’adozione di strumenti digitali adeguati, nonostante molti crimini siano sempre più legati alla tecnologia e alle piattaforme online. Ha quindi sottolineato la necessità per le forze dell’ordine di dotarsi di strumenti avanzati per combattere efficacemente la criminalità nel dominio digitale.
Tuttavia, tali piani possono sollevare preoccupazioni tra i sostenitori della privacy. Una delle proposte di regolamentazione UE relativa ai materiali di abuso sessuale su minori online è in stallo, in parte a causa della controversia sull’obbligo per i servizi di messaggistica privati di condividere le comunicazioni degli utenti con le autorità. Nonostante queste controversie, Virkkunen ha assicurato che la tutela della privacy rimane una priorità nella formulazione dei nuovi piani.