A Bruxelles, l’attenzione è tutta concentrata sulle recenti iniziative di Donald Trump che ha annunciato una nuova lista di tariffe destinate ai partner commerciali storici degli Stati Uniti. Questo audace tentativo mira principalmente a ridurre il deficit commerciale americano, suscitando non poche domande sulle modalità con cui queste tariffe siano state effettivamente calcolate. La Casa Bianca ha spiegato di aver preso in considerazione i tassi tariffari insieme alle barriere non tariffarie. Tuttavia, secondo l’opinione di James Surowiecki, noto giornalista economico, si tratterebbe di un calcolo alquanto improvvisato. Egli ha sottolineato che l’approccio adottato è stato molto semplice: per ciascun paese, il deficit commerciale con gli Stati Uniti è stato diviso per le esportazioni di quel paese verso il mercato americano. Surowiecki su X ha definito questo metodo un’assurdità straordinaria.
Un esempio di questa metodologia è illustrato nel calcolo del presunto vantaggio competitivo “ingiusto” che si ritiene l’Unione Europea abbia sugli Stati Uniti. Il deficit commerciale americano con il blocco europeo nel 2024 ammonta a 235,6 miliardi di dollari, suddiviso per le esportazioni europee verso gli USA, pari a 605,8 miliardi di dollari, ha prodotto un risultato che è stato interpretato come un vantaggio del 39 percento. In risposta, l’amministrazione Trump ha proposto una tariffa del 20 percento, considerata come una misura correttiva per riequilibrare la situazione commerciale. Mercoledì scorso, interventendo dal giardino della Casa Bianca, Trump ha sottolineato di aver deciso di essere “magnanimo” riducendo il tasso tariffario di quasi la metà.
La Casa Bianca ha presentato questi calcoli con una complessa formula matematica, comprendente lettere greche e molteplici riferimenti a studi economici, con l’obiettivo di rafforzare la credibilità della decisione. Nonostante ciò, la formula coincide, in modo sospettosamente accurato, con quella descritta da Surowiecki nella sua analisi critica. Secondo Washington, le tariffe proposte sono il risultato di considerazioni economiche avanzate, che includono fattori come le barriere commerciali, le elasticità delle importazioni e i tassi di passaggio delle tariffe, cercando di eliminare i deficit commerciali bilaterali.
Un altro elemento controverso è l’inclusione dell’IVA come presunta barriera commerciale, nonostante sia un’imposta applicata a livello nazionale sui prodotti venduti, indipendentemente dalla provenienza dell’azienda produttrice. Sorprendentemente, il 39 percento calcolato dalla Casa Bianca è molto superiore al tasso medio delle tariffe ponderate per il commercio con l’Europa, che l’Organizzazione Mondiale del Commercio stima essere del 2,7 percento.
L’analisi di Surowiecki, autore del noto libro “La saggezza delle folle”, ha dato adito a vivaci discussioni in Europa. Funzionari e politici si stanno preparando per affrontare le nuove tariffe di Trump, che vengono percepite come una minaccia di rappresaglia, pur mantenendo la disponibilità al dialogo. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’UE valuterà attentamente la situazione e considererà possibili azioni di risposta, ribadendo al contempo l’intenzione di mantenere aperte le vie diplomatiche di negoziazione.