La pratica del boicottaggio ha radici profonde nella storia, rappresentando una forma di lotta economica usata da vari gruppi e movimenti per influenzare decisioni politiche. Un esempio emblematico risale al 1955 con il boicottaggio degli autobus di Montgomery, scaturito dall’azione coraggiosa di Rosa Parks e che divenne un punto di svolta nel movimento per i diritti civili statunitensi, animato da Martin Luther King. Anche la campagna contro l’apartheid in Sudafrica, negli anni ’80, vide imprese di tutto il mondo cessare i rapporti con il regime di Pretoria. Oggi, simili iniziative vengono condotte contro le multinazionali accusate di depredare risorse naturali e impiegare lavoro minorile.

Nel contesto attuale, il boicottaggio ha acquisito un potente alleato in termini di accessibilità e immediatezza grazie alla tecnologia mobile. Basta uno smartphone, un’applicazione e una rapida scansione di un codice a barre per informarsi sui brand da evitare, senza dover cercare laboriosamente liste dettagliate. Tra queste applicazioni, “No Thanks” e “Trump Tax” dimostrano come la tecnologia semplifichi queste azioni di protesta alla portata di chiunque.

“No Thanks” è un’app concepita per il boicottaggio dei prodotti israeliani. Disponibile sia su iOS che Android, è stata creata da Mahmud Bashbash, uno sviluppatore di origine palestinese residente a Budapest. Grazie a quest’app, gli utenti possono identificare i prodotti con legami economici con Israele e decidere se acquistarli. In pochi mesi, “No Thanks” ha superato i 7 milioni di download, come riportato dal suo profilo Instagram seguito da più di 115mila persone. L’uso è molto intuitivo: il codice a barre viene scansionato e l’applicazione fornisce una risposta immediata sulla base di una semplice schermata verde o rossa, indicando se l’acquisto è consigliato oppure se il marchio fa parte di quelli da evitare.

L’applicazione ha attraversato momenti controversi. Un episodio risale al novembre scorso, quando venne temporaneamente bloccata a causa di un messaggio che associava il supporto di alcuni prodotti all’uccisione di bambini in Palestina. Dopo aver eliminato tale dicitura, l’app è tornata operativa. Parallelamente, Bashbash ha avviato una raccolta fondi tramite la stessa piattaforma per portare aiuto alla sua famiglia nella Striscia di Gaza, raccontando del fratello minore ucciso nell’ottobre 2023.

Un’altra app rilevante è “Trump Tax”, finalizzata a contrastare i dazi imposti sugli Stati Uniti, promuovendo l’acquisto di prodotti italiani ed europei. Questa app è stata sviluppata dall’Alleanza Verdi Sinistra e permette ai consumatori di verificare l’origine dei prodotti, orientando gli acquisti consapevolmente. Lanciatasi in concomitanza a una manifestazione dinanzi alla Camera, l’app è stata presentata dai leader del gruppo, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, come uno strumento per proteggere il Made in Italy e opporsi a quella che definiscono “l’arroganza di Trump”. Purtroppo, Apple ha rifiutato di ospitarla sull’App Store, ma è ancora accessibile sui dispositivi Android e tramite il sito ufficiale trumptax.eu.

Queste applicazioni rappresentano quanto il boicottaggio, un tempo azione complessa e organizzata, sia oggi reso facile e diretto dalla tecnologia, permettendo a più persone di partecipare a gesti di protesta concreta.

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