Una vasta operazione condotta dalla polizia di Milano ha portato all’arresto di cinquanta giovani, sospettati di essere parte di una rete criminale ben organizzata. Questi individui, molti dei quali italiani di seconda generazione, sono accusati di aver commesso una serie di furti e rapine, particolarmente frequenti nell’area metropolitana della città. Dell’esito di queste attività investigative guidate dal questore Bruno Megale, emergono 18 arresti di minori e 32 maggiorenni fermati, avvalendosi delle giurisdizioni sia della procura dei minorenni sia di quella ordinaria.
Le indagini, dirette da Alfonso Iadevaia della squadra Mobile, hanno rivelato l’esistenza di un unico canale di ricettazione situato nel quartiere San Siro. Questo canale veniva utilizzato per riciclare i beni rubati, principalmente oggetti di valore come gioielli. Gli arrestati, oltre alle rapine, sono accusati di associazione a delinquere.
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha elogiato l’operazione sottolineando l’efficacia con cui le forze dell’ordine stanno affrontando le mini-gang orchestrate da giovani e giovanissimi. Ha lodato il lavoro svolto dalla polizia, definendolo una chiara testimonianza della dedizione delle forze di sicurezza nella lotta contro la criminalità urbana.
Gli inquirenti sono riusciti a identificare venticinque episodi di rapina presumibilmente collegati agli arrestati. La rete di ricettazione, gestita da una famiglia romena composta da sette membri, operava da un alloggio popolare nel cuore di San Siro. Le merci rubate venivano smistate tramite alcuni intermediari prima di raggiungere il mercato nero in Romania.
Questa operazione evidenzia la necessità di vigilanza continua e coordinamento tra diverse autorità per contrastare fenomeni di illegalità diffusa legati alle giovani generazioni, spesso sfruttando la vulnerabilità e la disperazione economica di molti.