Le misure tariffarie introdotte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno avuto un impatto significativo sui mercati globali, causando una notevole flessione nelle borse europee. Le piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno visto chiusure in profondo rosso, mentre il sentiment degli investitori è stato pesantemente condizionato da un crescente clima di incertezza e sfiducia.
Le borse, inizialmente colpite in modo moderato dagli annunci provenienti dagli Stati Uniti, hanno visto un peggioramento delle perdite con l’avvicinarsi dell’apertura di Wall Street. Al termine della giornata, il Ftse Mib ha registrato una flessione del 3,6%, Parigi ha ceduto il 3,31% e Francoforte il 3,01%. Più contenute le perdite per Londra e Madrid, che hanno chiuso rispettivamente a -1,55% e -1,08%. Nel complesso, i listini europei hanno bruciato oltre 422 miliardi di euro.
In risposta ai dazi americani, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di un approccio negoziale, pur avendo pronta un’ampia gamma di contromisure. Ha sottolineato che l’Europa non ha originato questo conflitto commerciale e si augura soluzioni diplomatiche, pur essendo pronta a difendere i propri interessi.
Gli effetti delle politiche tariffarie di Trump si sono fatti sentire anche sull’economia statunitense. La perdita di valore su Wall Street ha toccato i 2.000 miliardi di dollari, con aziende come Apple, Amazon e Nvidia che hanno subito perdite significative. Il Nasdaq, in particolare, ha registrato un calo superiore al 5,5%.
Questa situazione ha suscitato timori concreti di una possibile stagnazione dell’economia americana, con il rischio di una recessione sempre più vicino. Le aziende dipendenti dalle importazioni, come Nike, sono state tra le più penalizzate. I titoli di importanti società americane di automobili come General Motors e Ford hanno subito flessioni, nonostante gli effetti siano stati in parte mitigati dall’assenza di dazi su Canada e Messico.
Nel contesto delle tensioni commerciali, gli investitori guardano ora alle mosse della Federal Reserve, con attese di ulteriori tagli dei tassi di interesse come risposta al possibile impatto negativo di questa guerra tariffaria sull’economia. Secondo alcuni analisti, si prospetta un periodo di avversione al rischio sui mercati, con opportunità per investimenti in beni rifugio come l’oro e i titoli del Tesoro USA.
Sul fronte europeo, la seduta di Milano ha visto il crollo di Tenaris e di altre importanti aziende a causa dell’aumento dei dazi sull’acciaio. Anche il settore del lusso e quello automobilistico hanno registrato pesanti flessioni.
A livello globale, le Borse asiatiche hanno reagito negativamente ai nuovi dazi imposti sugli scambi con la Cina e il Giappone. La chiusura di Tokyo è avvenuta in forte ribasso, con perdite significative per aziende chiave come Toyota e SoftBank Group.
In conclusione, le recenti mosse tariffarie dell’amministrazione Trump stanno provocando turbolenze sui mercati finanziari globali, sollevando interrogativi sul futuro dell’economia mondiale e aprendo scenari di potenziali scontri commerciali ampliati.