Roberto Bolle, celebre ballerino nato nel 1975 a Casale Monferrato, segna il traguardo dei cinquant’anni con una carriera che ha attraversato decenni sui palcoscenici di tutto il mondo. Cominciando a ballare all’età di sette anni, Bolle ha intrapreso un percorso che lo ha portato a diventare uno dei danzatori più acclamati a livello internazionale. Sebbene inizialmente si fosse approcciato alla danza come un gioco, col tempo ha abbracciato la disciplina della danza accademica, sostenuto dalla sua famiglia. A soli dodici anni, lasciò il suo paese natale per trasferirsi a Milano e studiare presso l’Accademia del Teatro alla Scala.
L’incontro determinante per la sua carriera fu quello con Rudolf Nureyev, il celebre ballerino e coreografo che, intuendo il potenziale di Bolle, lo scelse per il ruolo di Tadzio in “Morte a Venezia”. Nonostante la sua giovane età gli impedisse di accettare l’offerta alla Scala, il talento di Bolle continuò a brillare. A vent’anni, debuttò nel ruolo principale di “Romeo e Giulietta” e diventò Primo Ballerino l’anno successivo. La sua ascesa nei teatri più prestigiosi del mondo non si fermò: dalla Scala al Bol’šoj di Mosca, passando per l’Opéra di Parigi e il Mariinskij di San Pietroburgo.
Nel corso della sua carriera, Bolle ha avuto l’opportunità di esibirsi davanti a personaggi illustri, come la famiglia reale britannica, affascinando personalità come Lady Diana. È stato protagonista di grandi eventi mondiali, tra cui le celebrazioni del Giubileo d’Oro della Regina Elisabetta II nel 2002. La sua consacrazione avvenne nel 2004, quando diventò Étoile della Scala, e nel 2007, quando accompagnò Alessandra Ferri nel suo tour d’addio alle scene.
Bolle ha collaborato con alcuni dei più grandi coreografi contemporanei, reinterpretando classici e avvicinandosi a nuove sperimentazioni artistiche. Fra i tanti riconoscimenti, nel 2019 è stato decorato con il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore in Francia e in Italia con l’Ordine al Merito della Repubblica. Pur mantenendo un profilo riservato nella vita privata, si dedica attivamente a progetti di inclusione sociale attraverso la danza. Con la sua fondazione, porta la danza in luoghi inusuali come carceri e ospedali e punta a sviluppare programmi educativi dedicati alla danza nelle scuole.
Roberto Bolle non si limita solo ai teatri. Con il gala “Bolle and Friends” porta spettacoli di danza nelle piazze, nei siti storici e sui sagrati delle cattedrali, rendendo la danza accessibile a tutti. Con il programma televisivo “Danza con me” su Rai1, è riuscito ad avvicinare un vasto pubblico a questa forma d’arte. Bolle afferma che la danza non deve essere confinata, ma deve emozionare e raccontare storie, ricordando che appartiene a tutti.
Oltre alla danza, Bolle sembra custodire uno spazio privato, evidenziando l’importanza di mantenere una sfera personale al di là del palcoscenico. Per quanto riguarda la sua vita personale, sebbene si vociferi di una relazione con lo stilista Daniel Lee, il ballerino preferisce non confermare nulla. Sulla questione dei figli, è chiaro nel dire che non sente la necessità di averne, nonostante comprenda il valore della famiglia. La sua priorità resta la carriera e, forse, nei prossimi anni potrebbe trovare più spazio per la vita personale.