Il governo ucraino ha fortemente criticato le recenti dichiarazioni provenienti dal Comitato Olimpico Internazionale, riguardanti la possibilità di far rientrare la Russia nei Giochi Olimpici. In seguito all’invasione russa dell’Ucraina avvenuta nel febbraio 2022, gli atleti russi sono stati esclusi dalla partecipazione alle Olimpiadi sotto la loro bandiera nazionale, a causa della violazione delle regole stabilite dal CIO. Tuttavia, Kirsty Coventry, prossima presidente del CIO, ha espresso la sua opposizione al divieto di partecipazione per qualsiasi paese e ha annunciato una “discussione” per permettere il ritorno della Russia nei Giochi entro il 2026.
Questa prospettiva ha suscitato una reazione decisa da parte di Kyiv, che insiste sull’esclusione della Russia dalle competizioni olimpiche e da altri eventi sportivi internazionali fino alla conclusione dell’invasione. Yuri Muzyka, vice ministro degli sport dell’Ucraina, ha dichiarato a POLITICO che solleciteranno la comunità internazionale a respingere i tentativi di normalizzazione della partecipazione di cittadini russi e bielorussi nel panorama sportivo, finché il conflitto continuerà.
Attualmente, le normative in vigore consentono agli atleti russi di partecipare alle Olimpiadi solamente sotto una bandiera neutrale. Diverse federazioni internazionali, come quelle di hockey su ghiaccio e di atletica leggera, hanno ulteriormente impedito la partecipazione dei russi ai tornei e alle qualificazioni, precludendo la possibilità di accedere ai Giochi. Alcune restrizioni vietano a coloro che sostengono apertamente la guerra o che fanno parte dell’esercito russo di gareggiare alle Olimpiadi, sebbene l’applicazione di tali divieti non sia sempre garantita. Solo un esiguo numero di atleti russi ha partecipato alle Olimpiadi estive di Parigi l’anno scorso in confronto ai numeri registrati a Tokyo nel 2021. Mosca ha definito queste restrizioni ingiuste.
Coventry ha puntualizzato l’incoerenza nell’escludere alcuni paesi in conflitto e ha posto l’accento sulla rappresentatività universale degli atleti alle Olimpiadi. I fautori del divieto sostengono che la Russia potrebbe sfruttare il ritorno dei suoi atleti come strumento di soft power per rompere l’isolamento diplomatico e migliorare la propria immagine a livello globale. Muzyka ha affermato che la Russia politicizza lo sport e, tramite esso, giustifica la sua feroce guerra contro l’Ucraina.
In risposta alla nomina di Coventry, il Cremlino ha espresso felicità, testimoniata dalle congratulazioni del presidente del Comitato Olimpico Russo e del ministro degli sport, Mikhail Degtyarev. Queste congratulazioni sono apparse sui social media.
L’Unione Europea ha dichiarato a POLITICO l’inopportunità di fornire piattaforme di propaganda a regimi che conducono guerre di aggressione. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si impegna nella mediazione per porre rapidamente fine al conflitto ucraino, mentre il Cremlino tenta di allentare il suo isolamento internazionale, mirando anche all’attenuazione delle sanzioni occidentali.
Le prossime Olimpiadi estive sono previste a Los Angeles nel 2028, mentre le invernali avranno luogo a Milano e Cortina d’Ampezzo, nel febbraio 2026. Il CIO non ha ancora risposto alle critiche ucraine riportate da POLITICO.