In Germania, domenica 23 febbraio, gli elettori sono chiamati alle urne per rinnovare la Camera Bassa del Parlamento federale, conosciuta come Bundestag. Si tratta di elezioni anticipate che si terranno dalle 8 alle 18 e, alla chiusura delle urne, verranno diffusi i primi exit poll. Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, ha deciso di sciogliere il Parlamento il 27 dicembre scorso, in seguito a una crisi politica che ha portato alle dimissioni del governo. Originariamente, le elezioni erano previste per il 28 settembre 2025, in conformità con l’ordinaria scadenza della legislatura.

La situazione politica nel Paese si è complicata in seguito alla rottura della coalizione “semaforo”, composta da Socialdemocratici, Liberali e Verdi. Disaccordi su temi di rilevanza economica e politica, come il debito pubblico e il bilancio statale, hanno portato il cancelliere Olaf Scholz a perdere un cruciale voto di fiducia al Parlamento. Sono circa 60 milioni i tedeschi chiamati al voto, con particolare composizione demografica: il 42% degli aventi diritto ha più di sessant’anni, mentre il 13,3% ne ha meno di trenta. Con la nuova legge elettorale approvata nel 2023, per la prima volta il Bundestag sarà composto da 630 seggi, una riduzione rispetto ai precedenti 736.

Il sistema elettorale tedesco è complesso, essendo di tipo proporzionale misto. Ciascun elettore dispone di due voti: il primo (Erststimme) per scegliere un candidato locale nei 299 collegi elettorali, e il secondo (Zweitstimme) per un partito, che determina la distribuzione dei seggi tra i partiti stessi. Il voto maggioritario elegge dunque i 299 candidati più votati per ciascun collegio, mentre il voto proporzionale attribuisce ulteriori 299 seggi ai partiti, che decidono anche se i vincitori del voto maggioritario trovano o meno un posto in parlamento. Esistono anche seggi compensativi destinati a riequilibrare la rappresentanza parlamentare. Solo i partiti che superano la soglia del 5% dei voti possono essere eletti al Bundestag.

Per quanto riguarda i partiti e i candidati, sono attualmente 29 quelli in corsa, anche se lievemente meno rispetto ai 41 che inizialmente avevano diritto a partecipare. Tra i partiti in gioco, un ruolo significativo lo ricoprono Cristiano-democratici e Cristiano-sociali bavaresi (Cdu/Csu) di centrodestra, gli ultranazionalisti di Alternative für Deutschland (AfD), i Socialdemocratici (Spd) di centrosinistra, i Verdi, i Liberali (Fdp), Die Linke di sinistra e Bündnis Sahra Wagenknecht (Bsw) di sinistra populista. I sondaggi attualmente favoriscono Cdu/Csu, seguiti da AfD e, con distacco, da Spd e altri.

Cdu/Csu è guidata da Friedrich Merz, il quale propone restrizioni all’immigrazione e una possibile riforma del freno al finanziamento pubblico. Il cancelliere uscente Scholz, del Spd, cerca di risollevarsi sfruttando l’incremento dei salari minimi. I Verdi, guidati da Robert Habeck, si concentrano ancora su politiche di sostenibilità nonostante il calo nei consensi. AfD, con Alice Weidel come candidata alla cancelleria, continua a puntare su una retorica fortemente conservatrice ed euroscettica. Nel frattempo, Die Linke lotta per mantenere una voce significativa nel panorama politico con il nuovo vigore dato da Heidi Reichinnek. Infine, i liberali di Christian Lindner cercano di tenere la propria posizione nel Bundestag dopo il loro ruolo nella caduta del governo precedente.

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