I dirigenti tedeschi hanno reso chiara la loro strategia prediletta per affrontare le tariffe imposte dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump: reagire con decisione per far ricredere Trump. Robert Habeck, Ministro dell’Economia, ha invocato una risposta ferma a quelle che ha descritto come le “follie tariffarie” del presidente americano. L’obiettivo finale, secondo Habeck, è quello di scongiurare qualsiasi rischio di tariffe e di guerre commerciali. Tuttavia, la domanda da affrontare è come raggiungere tale scopo.

Habeck ha dichiarato che l’Europa dovrebbe agire innanzitutto con coesione e poi con risolutezza. Ha sottolineato che l’Unione Europea si trova in una posizione di forza, capace di unirsi con numerosi paesi e regioni in tutto il mondo per aumentare sensibilmente la pressione sugli Stati Uniti.

L’economia tedesca, orientata sull’export, è particolarmente esposta alle minacce tariffarie provenienti da oltre oceano. Una recente decisione di Trump ha posto l’Unione Europea tra i partner commerciali meno favorevoli, imponendo una tariffa del 20% su tutte le importazioni europee. Jörg Krämer, economista capo della Commerzbank, ha descritto tale misura come una “giornata buia” per la Germania, prevedendo una riduzione del prodotto interno lordo tedesco di circa mezzo punto percentuale nel giro di due anni.

Per il futuro cancelliere, Friedrich Merz, che ha sempre sostenuto il transatlantismo e il libero scambio, le tariffe di Trump rappresentano una sfida significativa. Merz ha promesso di rianimare un’economia tedesca stagnante. Tuttavia, molti conservatori sperano che una risposta determinata dell’UE possa indurre Trump a dialogare e, forse, arrivare a un accordo di libero scambio allettante per gli Stati Uniti e i loro partner europei.

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