Il Commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič, si prepara a partire per Washington con l’intento di offrire soluzioni atte a evitare un inasprimento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. L’obiettivo di Šefčovič è quello di raggiungere un accordo favorevole con il Presidente americano Donald Trump e scongiurare una crescente guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Questo tentativo arriva in un momento critico, poiché Trump ha recentemente comunicato l’intenzione di reintrodurre dazi su acciaio e alluminio. Questa decisione pone fine a una precedente tregua, e rappresenta un grave pericolo per gli esportatori europei, in particolare per l’industria automobilistica del blocco.

Šefčovič avrà incontri con alte cariche statunitensi, tra cui Howard Lutnick e Jamieson Greer, e affronterà il tema con Kevin Hassett, consigliere economico di Trump. In quest’occasione, il portavoce di Bruxelles spera di presentare un “pacchetto di cooperazione” convincente per mitigare le minacce di dazi statunitensi che potrebbero costare miliardi al blocco europeo.

Una delle offerte principali riguarda l’incremento delle importazioni di gas dall’America, nel tentativo di ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas naturale liquefatto russo. Ursula von der Leyen, a novembre, ha evidenziato l’opportunità di sostituire il gas russo con LNG statunitense, più economico e favorevole per il blocco. Tuttavia, la realizzazione di questo piano incontra scetticismo da parte di Paesi chiave come la Germania, timorosi di sovvenzionare ulteriormente i combustibili fossili. Anche le implicazioni ambientali sono sotto scrutinio, poiché Trump ha allentato le restrizioni sulle emissioni di metano.

Un altro punto critico dei negoziati è l’automotive. Trump ha in passato criticato l’UE per i suoi dazi d’importazione, che sono più elevati rispetto a quelli statunitensi. Una possibile riduzione degli stessi dazi da parte dell’UE rappresenterebbe un sollievo per le case automobilistiche, ma porrebbe problemi di concorrenza sul mercato europeo, avvantaggiando produttori di veicoli esterni, come quelli cinesi.

L’UE potrebbe cercare di allinearsi ulteriormente agli USA, cooperando su questioni inerenti alla Cina, tentando di affrontare pratiche di mercato non regolamentate che danneggiano le aziende europee e americane. La possibilità di un accordo bilaterale sugli acciai sostenibili potrebbe risolvere vecchie controversie sulle tariffe.

Sul piano della difesa, Bruxelles potrebbe proporre un incremento degli acquisti di sistemi d’arma americani, ma l’idea deve fare i conti con posizioni contrastanti, specialmente da parte della Francia, che difende l’indipendenza strategica europea.

Tuttavia, su alcune questioni, l’Unione Europea è ferma nella difesa dei propri regolamenti interni, specie per quanto riguarda le grandi aziende tecnologiche americane. I regolamenti contenuti nel Digital Services Act, nell’AI Act e nel Digital Markets Act non saranno materia di scambio nei negoziati, nonostante le pressioni degli Stati Uniti.

In sintesi, mentre Šefčovič tenterà di comporre un mosaico di compromessi e incentivi, l’UE mantiene alcune linee rosse su temi strategici che potrebbero complicare il tentativo di armonizzare le relazioni tra Bruxelles e Washington.

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