Un’indagine iniziale condotta dall’Unione Europea ha stimato che le imponenti tariffe globali varate dal presidente Donald Trump interesserebbero circa il 70% delle esportazioni del blocco verso gli Stati Uniti. Secondo un alto funzionario della Commissione Europea, che ha preferito rimanere anonimo, il valore complessivo delle esportazioni coinvolte ammonterebbe a circa 380 miliardi di euro. Questa cifra comprende sia la tariffa reciproca del 20% annunciata da Trump che quella del 25% su automobili, componenti auto, acciaio e alluminio introdotta in passato.
Nel tentativo di differenziarsi dal metodo adottato dall’amministrazione statunitense per il calcolo delle tariffe, la Commissione Europea sta effettuando un’analisi dettagliata delle loro conseguenze. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha dichiarato che l’UE è pronta a rispondere, sebbene giovedì non siano state presentate misure immediate. Alcuni ministri nazionali e membri influenti del Parlamento europeo hanno sollecitato l’adozione di contromosse. Rimane da vedere se l’Unione utilizzerà il suo potente strumento commerciale per colpire settori specifici, come quello bancario o tecnologico, o se punterà su merci simboliche come le motociclette Harley-Davidson e il bourbon.
A differenza della pronta reazione del mese scorso contro i dazi su acciaio e alluminio, la Commissione sta ora optando per un approccio più ponderato. “A volte è necessario ricalibrare o adeguare la strategia quando si affronta un problema geopolitico complesso e imponente,” ha spiegato Olof Gill, portavoce della Commissione per il commercio. “Stiamo consultando i nostri Stati membri in tempo reale per guadagnare il tempo necessario a portare gli americani al tavolo delle trattative.” Potrebbero essere necessarie settimane per sviluppare una risposta adeguata, ma questa pazienza è considerata parte di una strategia più ampia e articolata, ha affermato un altro funzionario della Commissione.
Un diplomatico europeo ha sottolineato come non sia necessario reagire in fretta. Sulla base delle entrate generali, i funzionari dell’UE stimano che gli Stati Uniti potrebbero ottenere 81 miliardi di euro dagli introiti tariffari, un incremento significativo rispetto ai 7 miliardi dell’anno precedente. Tuttavia, questo guadagno si presume senza tenere conto del probabile calo degli scambi commerciali, uno dei maggiori punti deboli nell’analisi statunitense, che considera che i flussi commerciali rimangano inalterati.
Attualmente, l’UE sta sviluppando un processo di risposta in due fasi. La prima fase prende avvio a metà aprile, quando entreranno in vigore le misure già annunciate contro i dazi sull’acciaio e sull’alluminio. Si prevede che i governi dell’UE voteranno il pacchetto la prossima settimana, con implementazioni previste per questo e il mese successivo. In una fase successiva, l’UE risponderà al dazio del 25% sulle automobili e alla generale tariffa del 20%. Questo duplice approccio mira a portare gli Stati Uniti al tavolo dei negoziati, un passo che finora è stato evitato dal governo Trump.
In attesa di ulteriori sviluppi, la Commissione sta valutando tariffe separate per semiconduttori e prodotti farmaceutici, e Ursula von der Leyen terrà incontri specifici la prossima settimana per discutere del comparto auto e dell’acciaio, oltre che del settore farmaceutico. Tali incontri servono come follow-up dei dialoghi strategici iniziati quest’anno, volti a rafforzare i settori interessati in vista delle nuove sfide.
Ma ci rendiamo conto? 380 miliardi di euro in gioco e Trump continua con questa guerra commerciale assurda. Quando la finir� di giocare con fuoco?
Trump semina vento, raccoglierà tempesta! Queste tariffe sono un boomerang e finiranno per danneggiare anche l’economia americana.