A Washington, il clima tra gli Stati Uniti e l’Unione europea si fa teso a causa delle crescenti tensioni commerciali dovute alla politica dei dazi imposta dall’amministrazione Trump. Howard Lutnick, il segretario al Commercio, sostiene con determinazione che il presidente non cederà se l’UE risponderà alle misure tariffarie statunitensi con altrettante ritorsioni commerciali. Lutnick ha più volte denunciato queste reazioni come “minacce arroganti e irrispettose”.

Durante una recente apparizione nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Lutnick ha ribadito la potenza commerciale degli Stati Uniti: “Non importa se ci colpiscono, noi rappresentiamo il più grande mercato mondiale; alla fine, saranno loro a perdere”. Inoltre, Lutnick è stato indicato dal sito Politico come il possibile capro espiatorio nel caso in cui il piano sui dazi non dovesse portare i risultati sperati. Tuttavia, la lunga amicizia con il presidente, che dura da oltre trent’anni, sembra garantirgli una certa tranquillità riguardo al suo ruolo.

Accompagnato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, Lutnick si è recato a “Pebble Beach”, l’area ghiaiosa di fronte alla Casa Bianca destinata alle televisioni, con l’obiettivo di comunicare soprattutto con il pubblico americano piuttosto che con quello internazionale. Quando gli viene chiesto dei negoziati con l’Unione Europea, conferma che al momento si svolgono con l’intero blocco e non con singoli stati membri. Tuttavia, non esclude la possibilità di interazioni dirette tra i leader politici: “Se il vostro premier vuole parlare con il presidente Trump, non ci sono ostacoli”.

Lutnick sottolinea che per Trump sono finiti i tempi delle parole. Il presidente esige azioni tangibili e non intende ritirarsi da quanto è stato annunciato. L’unica concessione possibile, a suo dire, potrebbe avvenire nel caso in cui l’Europa decidesse di eliminare i dazi e le altre barriere non tariffarie al commercio. Solo un cambiamento di questo tipo favorirebbe un accordo.

Interrogato sui prodotti italiani, Lutnick afferma la volontà di mantenere un “approccio olistico” che miri a riequilibrare la situazione commerciale. Tra i punti in discussione, l’ingresso nel mercato europeo delle auto e dei prodotti agricoli americani, attualmente limitati. Aprire questi mercati, sottolinea, potrebbe significare per gli agricoltori americani nuove opportunità e prezzi più bassi nei supermercati.

Questa situazione si inserisce in un quadro più ampio, caratterizzato da preoccupazioni per l’inflazione e il rischio di recessione. Le decisioni dell’amministrazione Trump stanno catalizzando commenti e dibattiti a livello globale, e mentre alcuni leader e istituzioni temono le conseguenze economiche, Trump continua a promettere un futuro luminoso per l’America.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *