L’annuncio delle nuove tariffe punitive da parte degli Stati Uniti ha suscitato sgomento e fermezza tra i leader dell’Unione Europea. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato mercoledì che queste tariffe saranno applicate, suscitando una reazione di disappunto e determinazione dall’Europa, che ha promesso di reagire in modo coordinato. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso giovedì mattina in un video il senso di tradimento provato nei confronti del “nostro alleato più antico”, descrivendo la mossa di Trump come un “duro colpo” destinato a generare bollette più elevate e un’inflazione globale crescente. La leader ha affermato che l’UE è pronta a rispondere adeguatamente.

L’annuncio, denominato da Trump come il “Giorno della Liberazione”, prevede l’imposizione di una tariffa minima del 10% su tutte le nazioni, con l’Unione Europea che si trova ad affrontare un dazio del 20%. Questa decisione ha scatenato una condanna immediata e la promessa di reazione da parte delle capitali europee e di Bruxelles, da tempo preparate al prevedibile impatto economico derivante dalle politiche di Trump. Von der Leyen ha sottolineato che la Commissione sta già ultimando le contromisure necessarie per rispondere ai recenti dazi sull’acciaio imposti dagli Stati Uniti e si sta preparando a rafforzare ulteriormente il contrattacco alle nuove tariffe. Tuttavia, ha sottolineato che c’è ancora spazio per affrontare le questioni tramite il dialogo.

Inaspettatamente critica è stata la reazione del primo ministro italiano, Giorgia Meloni, tradizionale alleata di Trump in Europa, che ha definito su un social media la misura “errata e non nell’interesse di nessuno”. Meloni ha dichiarato che l’Italia farà tutto il possibile per negoziare un accordo con gli Stati Uniti, al fine di evitare una guerra commerciale che potrebbe indebolire l’Occidente a vantaggio di altre potenze globali.

António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha affermato che l’Unione Europea continuerà a sostenere fermamente il commercio libero ed equo. Ha inoltre evidenziato l’importanza per gli stati membri dell’UE di ratificare i trattati di libero scambio stipulati con paesi come il Mercosur e il Messico e di fare progressi nei negoziati con l’India e altri paesi.

Il primo ministro irlandese, Micheál Martin, ha espresso preoccupazione per l’impatto negativo dei dazi sull’economia mondiale, segnalando i potenziali danni alle relazioni transatlantiche. Martin ha sottolineato che ogni giorno vengono scambiati più di 4,2 miliardi di euro in beni e servizi tra l’UE e gli Stati Uniti, e non vi è alcuna giustificazione per la recente mossa degli Stati Uniti.

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