Quando i leader europei si riuniscono giovedì, sono consapevoli della necessità di definire una strategia per preservare le loro maggiori carte vincenti nei confronti della Russia, mentre gli Stati Uniti potrebbero intavolare negoziati separati. Il summit di Parigi rappresenta un momento cruciale per ottenere una risposta uniforme ai segnali provenienti da Washington, che indicherebbero un possibile allentamento delle sanzioni su Mosca da parte dell’amministrazione di Donald Trump, quale incentivo per interrompere le ostilità in Ucraina.
Mentre queste mosse potrebbero sembrare strategiche agli Stati Uniti, molti governi europei ritengono che alcune concessioni siano di loro esclusiva pertinenza. C’è il timore che la Casa Bianca stia, forse troppo velocemente, cedendo leve cruciali. Dentro e oltre gli incontri in Arabia Saudita, negoziatori americani e russi sembrano aver concordato facilitazioni per quanto riguarda l’accesso al sistema finanziario internazionale e le coperture assicurative per il trasporto di energia, come parte di un’ipotetica tregua nel Mar Nero.
L’Europa, tuttavia, sta cercando di comprendere dettagliatamente le offerte fatte, in particolar modo quelle relative alle sanzioni su SWIFT e sulla cosiddetta flotta ombra della Russia. Decidere di revocare o mantenere le sanzioni è una questione che spetta in gran parte alle capitali europee. Un diplomatico europeo ha sottolineato che le sanzioni centrali e rigorose non possono essere rimosse senza un confronto diretto con l’UE, non solo con gli Stati Uniti.
Il vertice di Parigi, l’ultimo di una serie di incontri diplomatici, vedrà leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer, impegnati a trovare soluzioni per garantire la sicurezza dell’Ucraina. L’incontro è cruciale non solo per l’Europa, ma anche per stabilire un nuovo dialogo transatlantico sulle sanzioni. Le discussioni includeranno leader da più di 30 paesi, tra cui naturalmente gli Stati membri dell’UE e la Turchia.
Mentre alcune voci suggeriscono che l’UE potrebbe essere pronta a rivedere la propria posizione sulle sanzioni, Macron ha chiarito che finché Mosca non negozierà in buona fede, le sanzioni rimarranno. In questo contesto, l’opinione di diplomatici e analisti converge sul fatto che una revoca prematura sarebbe inaccettabile, persino dannosa. Il capo del Senato ceco ha utilizzato un’analogia forte per evidenziare l’assurdità di un atto del genere senza condizioni soddisfacenti dalle parti russe.
Si attende inoltre una discussione sul modo di rendere concrete le proposte di sicurezza franco-britanniche, che prevedono il dispiegamento di una forza di rassicurazione in Ucraina, qualora si arrivi a un cessate il fuoco. Questa forza potrebbe godere del supporto delle truppe americane e coinvolgere diversi paesi europei, nel tentativo di supportare il processo di pace.
Ciò che emergerà dal summit di giovedì avrà un impatto duraturo non solo sulle relazioni tra UE e Russia, ma anche sulla cooperazione transatlantica, ridefinendo il ruolo dell’Europa in questioni di sicurezza e stabilità internazionale.