A Kiev, la tensione emerge tra gli ucraini a seguito delle dichiarazioni di Zelensky a Washington. “Non sono mai stata una grande sostenitrice di Zelensky”, ammette Daria, un’economista di 25 anni. “Nel 2019 non l’ho votato e penso abbia fatto diversi errori, come non aver creduto a Biden nel 2021 riguardo all’imminente invasione di Putin”, continua. Eppure, il suo intervento in America, rispondendo a Trump e Vance, ha suscitato un’ampia approvazione. “È stato provocato, non poteva restare in silenzio. Evviva Zelensky, siamo con lui contro dittatori e oppressori”, conclude Daria.
Queste parole rivelano lo stato d’animo della popolazione ucraina, sorprendentemente unita e decisa a sostenere la propria dignità di fronte alle immagini provenienti dagli Stati Uniti. Comparando bene e male, molti cittadini ucraini ritengono che Trump e Vance abbiano superato il limite, preferendo apparentemente l’alleanza con Putin a quella con un popolo in lotta per la propria libertà.
Nel Paese si percepisce una rinnovata mobilitazione simile a quella dei primi mesi di resistenza contro l’invasione russa, avvenuta tre anni fa. L’idea di essere stati traditi dal principale alleato appare sempre più concreta sui social media e nei notiziari locali. A questo proposito, il governo ucraino enfatizza i propri successi militari e cerca un maggiore supporto dagli alleati europei.
Nonostante ciò, la necessità di mantenere una collaborazione con gli Stati Uniti persiste, dato che l’Europa resta poco preparata a sopperire a tale rapporto. Nel frattempo, la guerra continua a infuriare: i missili russi hanno colpito nel cuore di Kharkiv e bombardato il porto di Odessa, mentre nel Donbass i combattimenti non accennano a diminuire.
Se davvero gli Stati Uniti bloccassero gli aiuti militari, come minacciato, l’Ucraina si troverebbe senza la protezione offerta dai missili Patriot e dalle comunicazioni satellitari Starlink. Senza il supporto dell’intelligence americana, la situazione risulterebbe ancora più complessa.
L’Ucraina si trova quindi divisa tra la consapevolezza di essere stata abbandonata dal suo alleato più importante e la volontà di non rompere completamente i ponti con Trump. I media locali continuano a diffondere i messaggi di Zelensky che ringrazia gli Stati Uniti per il supporto passato. Oggi il presidente sarà a Londra per discutere con i leader europei, mentre i suoi ministri lavorano per rilanciare la cooperazione economica con gli USA.
C’è anche chi ritiene che Zelensky avrebbe dovuto evitare a tutti i costi il conflitto diretto con Trump e Vance. La situazione rimane delicata, con la possibilità di sostituire l’ambasciatrice ucraina a Washington tra le opzioni sul tavolo.