Si torna a parlare di “americanata”, un’espressione un tempo comune che potrebbe presto tornare di moda. Bryan Johnson, miliardario americano, ha scelto di mettersi contro le leggi della biologia con l’intenzione di raggiungere la veneranda età di 200 anni. Il documentario su Netflix, “Don’t Die: L’uomo che vuole vivere per sempre”, racconta il suo ambizioso progetto noto come “Blueprint Project”, avviato nel 2021. Questo progetto coinvolge una squadra di 30 medici, la quotidiana assunzione di numerose pillole e integratori (ne sono stati contati 88), una dieta inflessibile accompagnata da un intenso allenamento fisico, oltre a costosi trattamenti d’avanguardia come le terapie agli infrarossi, le trasfusioni di plasma, e l’impiego di algoritmi predittivi e terapie genetiche sperimentali. Insomma, un vero e proprio regime da miliardario.
Johnson afferma che, grazie a questo protocollo, il suo corpo ha raggiunto un’età biologica paragonabile a quella di un ventenne, pur avendo 47 anni sul documento. La scienza, da sempre volta al progresso, guarda avanti considerando ogni problema come un tassello di un domino da risolvere. È un tratto intrinseco dell’umanità desiderare di superare la morte: la ricerca di un elisir di lunga vita è una costante nelle letterature di tutto il mondo, un intruglio magico capace di regalare immortalità e giovinezza, di amplificare la vitalità e curare le malattie. Borges scrisse ne “L’immortale” che essere immortale non è una grande cosa: escluso l’uomo, tutte le creature lo sono dato che ignorano la morte; ciò che è divinamente terribile e incomprensibile è avere consapevolezza della propria immortalità.
Al di fuori del mito, dove il nettare e l’ambrosia erano il pasto degli dèi olimpici, il concetto di elisir di lunga vita ha assunto molte forme. L’idea è che esista, da qualche parte in natura, una “magna medicina” in grado di sconfiggere la vecchiaia. Il percorso meticolosamente descritto da Johnson si colloca tra fede e marketing, tra un vivere sano e il rifiuto dei segni del tempo, tra prevenzione e pura cosmesi. Un viaggio affascinante e complesso nell’eterna ricerca umana di immortalità e giovinezza eterna.
Mi fa pensare a quegli alchimisti di una vollta chhe cercavano l’elisir di lunga vita. Non so, certi argomenti mi fanno un po sospettoso. Tutto sto impegno, quattrini e fatica per vivvere più a lungo a che serve se poi non ti godi la vita che hai? Ci vedo più marketing chee sccienza qui.
Capisco il tuo punto di vista. È vero che a volte l’enfasi può sembrare più orientata al profitto che al benessere reale. Tuttavia, alcuni ricercatori sostengono che l’obiettivo di migliorare la longevità sia anche migliorare la qualità della vita durante gli anni che già abbiamo. Forse il vero traguardo è trovare un equilibrio tra vivere più a lungo e godere appieno del tempo che ci è dato.
Ma dai, davvero questo uomo vuole vivere fino a 200 anni? Mi sembra un po esagerato, ma se ha i soldi e la voglia di provare, perché no? Certo, 88 pillole al giorno però… potrebbe anche rilassarsi un po’.
Sì, sembra un po estremo, ma ognuno ha le proprie ambizioni e sogni. E se le pillole gli danno la sensazione di avere un controllo sulla sua salute e longevità, perché non provare? Magari, però, un po di tranquillità e moderazione potrebbero fare bene più a lungo termine.