Il 4 settembre 2013 Loredana Errore ha vissuto un evento che ha radicalmente cambiato il corso della sua esistenza. In quel giorno funesto, l’artista si è trovata coinvolta in un drammatico incidente automobilistico che, come lei stessa ha raccontato tempo dopo, ha messo a serio rischio la sua vita. “Solo la mia determinazione e un miracolo avrebbero potuto farmi rialzare, perché il 95% del mio corpo era completamente paralizzato”, ha confessato durante il programma “Ora o mai più” su Rai Uno, condotto da Marco Liorni.

Anni dopo quell’incidente che ha segnato un prima e un dopo nella sua vita professionale e personale, Loredana Errore è tornata a parlarne durante un toccante monologo a “Le Iene”, il 1 aprile. Rivivendo quei momenti, la cantante ha rivelato quanto fosse potente per lei l’esperienza sul palco, dove bastava un microfono e un pubblico per sentirsi invincibile e amata, come quando aveva conquistato il secondo posto ad “Amici”, edizione vinta da Emma.

Ma il 4 settembre di dodici anni fa la sua realtà è cambiata drasticamente. Immobilizzata per mesi in un letto d’ospedale, la sua vista limitata a un soffitto bianco che ben presto ha trasformato in una tela di fantasie, Errore non era preparata a un simile dolore. Tuttavia, è riuscita a scoprire una forza interiore inattesa, che le ha permesso di riabilitarsi e, soprattutto, di ritrovare la sua voce.

“Ero inspiegabilmente serena, nonostante tutto”, ha rivelato con un sorriso. Ha dovuto reimparare le basi del quotidiano: restare in piedi, camminare, nutrirsi, parlare con precisione. Ha anche riscoperto la preghiera. La rabbia non ha avuto il sopravvento, né la resa è stata un’opzione. Dodici anni dopo, Loredana ha riconquistato il suo posto nel mondo musicale, accettando che il suo corpo non potrà mai più essere veloce quanto i suoi pensieri, ma la sua voce può ancora volare.

Concludendo, ha svelato il segreto della sua rinascita: “Ci vuole autenticità per ballare sotto la pioggia con il cuore caldo e protetto dal dolore”. Ringrazia Dio, che considera il suo capostazione, per ogni fermata concessale, per ogni chance di rinascere davvero.

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