Abolire il senato?

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Si temporeggia e l’intenzione è quella di distribuire e conservare posti senza poteri di rilevanza sociale. Un Senato: strano, incasinato senza competenze definite avendo così come risultato un “bicameralismo imperfetto”.

La maggioranza del PD la fa da padrona ciò si vede nell’ultima riunione della Direzione dove la minoranza non ha prodotto delle proposte costruttive ma un adeguamento morbido quasi un annichilimento?

Quando si producono certe riforme Costituzionali importanti devono essere fatte: con trasparenza, alla luce del giorno, col più ampio consenso, senza sotterfugi e continui annunci sterili ad partito con finalità ad persona che ricordano un certo Sig.r B. del passato. Una minoranza di un partito che è una fetta consistente della parte sinistra che ha sempre dimostrato responsabilità con proposte costruttive non può essere sempre sopraffatta da una maggioranza che diventa una sorta di autoritarismo destroide con un certo culto della personalità che protegge una serie di privilegi acquisiti o da acquisire.


Non può essere affidato al Senato dei Territori il ruolo di garante della Costituzione perché sarà fatto di consiglieri regionali dove nel passato hanno dato un’immagine di una classe politica più corrotta del Paese. Avranno tutti i privilegi della casta: doppi stipendi, doppi vitalizi da favola e l’immunità Parlamentare? Quanto costeranno al Paese che ancora arranca a uscire da questa lunga crisi che ormai dura da molti anni? Perché la spending review agisce sempre dove non deve?

Consenatori che avranno un piede di qua e uno di la non era più sano eliminare questo pasticcio e fare una sola unità di Parlamento eletto dal popolo con un nome e funzioni da definire ma come base di partenza per i parlamentari: due soli mandati e senza vitalizi ma allacciandoli, come contributi, al seguito della professione primaria di ognuno per la futura pensione come ogni altro lavoratore. Questa proposta è di difficile realizzazione perché la casta è sempre presente e arrogante che non potendo votare la sua abolizione, perdendo così la poltrona di privilegi e serbatoi di voti, vuole produrre un Senato museale che non serve socialmente. E’ ancora lunga la strada per una democrazia reale in questo Paese fatto di: ricatti, opportunismo, demagogia e comportamenti incivili.

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