Le cose che non ti ho detto …

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Tutti sanno ma nessuno parla … Questo motivo ormai accompagna molti scandali in Italia. Sarà per la diffidenza nel futuro, per la crisi; il prossimo sempre di più ci appare minaccioso, ostile, pericoloso. La diffidenza e l’indifferenza sono diventate caratteristiche radicate e pericolose della nostra società e sono alla base dei sistemi criminali.

Emblematico è il fatto che sempre più spesso sono commercianti stranieri, lavoratori extracomunitari i soli a denunciare pizzo e mafia. Basta fare una ricerca su Google oppure pensare alle recenti rivolte in Calabria e a Napoli, contro coloro che consideriamo ormai “miti”  intoccabili: i “mafiosi” …

La diffidenza, la mancanza di comunicazione possono produrre fenomeni come il caso Marrazzo. Nel quartiere dove aveva le sue frequentazioni con transessuali, tutti sapevano del suo, per così dire, “vizietto” ma nessuno ne parlava … E’ stato confezionato uno scandalo, guarda caso su alcuni giornali vicino ad un certo gruppo di interessi. Il reato però dove stava? Per quale motivo è stato montato il “caso” proprio in quel momento? Perché Marrazzo era immorale oppure perché stava promuovendo leggi sulla sanità che avrebbero tolto fondi pubblici alle cliniche private? Dopo le dimissioni di Marrazzo ci furono le elezioni e vinse la “pura sindacalista” Polverini, sappiamo tutti quella storia come si concluse, con il blocco delle leggi che Marrazzo stava varando e quindi tanti miliardi pubblici buttati nella voragine delle cliniche private e i vari Fiorito a rubare il denaro dei rimborsi elettorali.

Ora ci troviamo di fronte ad un altro scandalo in cui tutti sapevano e nessuno parlava, se non il povero cronista dell’Espresso, Lirio Abbate, il quale probabilmente non ha faticato molto per reperire informazioni su Carminati, lo scandalo però esce proprio ora … Qui non ci dobbiamo soffermare tanto sul motivo per cui questo scandalo esce oggi ma sull’opportunità che può offrire. Ultimamente il sindaco Marino è stato coinvolto nella vicenda delle multe alla sua Panda. L’automobile del sindaco, in teoria, ha tutto il diritto di circolare nel centro storico della città, ma per un errore del comune il pass non è stato rinnovato, questo ha fatto partire decine di multe, era sicuro che il permesso era regolare infatti. Su questa vicenda, sopratutto da alcuni giornali, è stato montato un “caso“. Il sindaco però se l’è cavata abbastanza bene in mezzo agli schizzi di fango. Mettiamoci anche che questa amministrazione controlla sia il comune che fatto unico nella storia di Roma, tutte le circoscrizioni capitoline, per questo molto invisa a tanti, sia a destra che a sinistra. Questo polverone mediatico attorno a “mafia capitale” potrebbe essere una grande occasione per far luce su molte malefatte della città eterna ma può anche essere cavalcato da tanti “Fiorito” che non vedono l’ora di mettere la parola fine a questa esperienza Marino per poter nuovamente affondare le mani nella marmellata.

L’aria in questa città e in questo paese si è fatta irrespirabile, e per quanti sforzi molte persone faccianno la situazione non sembra più di tanto migliorare. Forse il mostro da cui parte tutto l’abbiamo creato proprio noi, con la nostra diffidenza, la nostra indifferenza. Quando cerchiamo nelle relazioni sociali il “presunto vizietto” altrui, da utilizzare poi come arma al momento opportuno, ci distraiamo additandoci l’uno con l’altro, in una guerra fra poveri che ci rende tutti più miserabili, il più prepotente, il più violento, il mafioso intanto prende il potere.

Questa forse sarà anche una società corrotta e mafiosa ma ci dovremmo domandare se non siamo proprio noi a volerla così …

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