I bonus e il debito pubblico

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In questo periodo elettorale, tramite i programmi, certi politici promettono il tutto e di più. Principalmente bonus di reddito di: cittadinanza e di dignità , abbassamento delle tasse a favore delle classi ricche, alzamento delle pensioni minime, abolizione delle tasse universitarie, sanità senza iniqui ticket, bonus bebè, bonus maggiorenni, bonus docenti, abolizione della legge Fornero e chi ne ha più ne metta.
C’è una mancanza da parte di quei politici che non indicano il percorso da seguire e le risorse da trovare per finanziare tali promesse. La politica ha il dovere di risolvere i problemi del Paese specialmente quelli prioritari e tra i temi in discussione si è parlato poco di: evasione fiscale e di riduzione del debito pubblico.
L’evasione fiscale è di circa 100 miliardi l’anno molto denaro che potrebbe sovvenzionare finanziarie e risolvere gran parte dei problemi socio economici del Paese. I fattori che incidono sull’evasione fiscale sono tutte quelle forme di: criminalità e corruzione che dilapidano le risorse del Paese. Nel frattempo, con le ultime rilevazioni, 4 milioni di cittadini vivono in condizioni di povertà con rinuncia a curarsi e avere a carico delle famiglie disabili anche gravi. A ottobre 2017 la disoccupazione giovanile era intorno al 35% con uno sviluppo del lavoro in nero.
Per quanto riguarda il debito pubblico, il più alto d’Europa, pochi politici ne parlano o si accusa gli avversari di non avere una ricetta risolutiva. Questo perché si potrebbe intervenire su interessi di quei poteri forti che influenzano: la politica e l’economia. Infatti perché non si è agito finora su un’efficace spending review? Per esempio la progettazione di grandi opere pubbliche, cattedrali nel deserto, che si dovrebbe costruire in zone con propabilità ad alto rischio sismico che poi nel corso d’opera addirittura si ferma, per far lievitare costi, questo si riperquote sull’aumento del debito del Paese. Quindi sarebbe meglio fermare prima certe opere per non farle partire? La beffa è che poi se non si previene certi costi sociali da evitare l’Europa ci sanziona. Questo è una rilevazione che si può estendere in altri settori della spesa pubblica sbagliata e non è una crescita del Paese ma una voragine di perdita di risorse che potevano essere indirizzate a risolvere problemi prioritari del Paese.
Si potrebbe operare sul cuneo fiscale per avere un ritorno economico per le imprese e per i lavoratori è una delle strade per ridurre il Debito Pubblico. Il quantitative easing bce, non sono soldi regalati dall’Europa, é invece un ulteriore debito a carico dei cittadini e delle imprese. Gli altri Paesi dell’U.E. hanno messo in sicurezza i conti pubblici raggiungendo il pareggio di bilancio, entrate e uscite, per poi operare su tagli delle tasse con equità sociale .
Non esiste salvare certe banche o altre grandi industrie con risorse pubbliche, con mancata restituzione, perché favorirebbe l’aumento del D.P. e impoverirebbe il Paese di servizi sociali. Il beilin va applicato come hanno fatto tutti i Paesi Europei per cui chi non amministra bene certe situazioni economiche provocando danno al Paese deve pagare di tasca propria.
Qualcuno dice perché non si interviene sul D.P. in modo definitivo? Ma perché il Paese non ha smesso mai di essere in campagna elettorale e a certi politici fa comodo aumentare le spese clientelari a danno dei cittadini soprattutto per i più giovani. Tutto ciò garantisce le “poltrone” della casta.

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