Una volta incontrai una persona in un locale e parlando del più e del meno e soprattutto di economia mi disse: “ Ma sai nel nostro Paese c’è troppa: corruzione, burocrazia, evasione fiscale, organizzazioni criminali, lavoro sommerso, danni gravi di eventi meteo non risolti, invasione politica e quindi di conseguenza c’è un economia falsa” . Prendiamo per esempio alcuni eventi atmosferici gravi dove si sono verificati morti e distruzione in certe zone amministrate bene la ricostruzione è stata fatta in modo corretto sia di tempo che di qualità di lavori. In altre zone dove la burocrazia e la corruzione la fanno da padrone ci sono voluti tempi lunghi con risultati deludenti. Proviamo a ricordare qualche evento meteorologico grave avvenuto che è stato oggetto anche di “ricostruzione infinita” come è stato detto. Il terremoto dell’Irpinia 1980, quasi 3000 morti e circa novemila feriti, successo più di 42 anni fa. In Irpinia ci sono ancora 20 ventimila pratiche di ricostruzione inevase e contributi dati per costruzioni industriali mai finite con la complicità di politici e gente senza tanti scrupoli. Terremoto dell’Aquila del 2009 309 morti 1 600 feriti di cui 200 gravissimi e 80 000 sfollati ancora oggi la ricostruzione non è finita tra passato di burocrazia e malaffare. I cantieri, all’Aquila centro hanno finito i lavori sono il 10% degli edifici pubblici e il 75% di quelli privati. La situazione di ricostruzione non è diversa nei paesi limitrofi all’Aquila. Il terremoto del centro Italia. avvenuto nell’agosto 2016 nelle zone di: Abruzzo,Lazio,Marche e Umbria 299 vittime molti feriti gravi e ingenti danni sul territorio. Esiste un Rapporto, da tenere conto, sulla ricostruzione post sisma 2016-2017 in Centro Italia (febbraio 2020 – gennaio 2023. Ancora qualcuno vive nelle unità prefabbricate con soprattutto disagi: estivi e invernali. Passiamo al nord del Paese nel territorio del Friuli con Gemona e Venzone 1976 990 morti un terremoto devastato con distruzione anche di edifici storici e poi ha fatto subito seguito una meravigliosa opera di ricostruzione, in cui si è potuto riscrivere belle pagine della storia antica delle due cittadine. Li è stata questione di persone che si è puntato alla ricostruzione senza nessun inquinamento politico di sorta. Infatti una persona che conoscevo, all’epoca militare inviato per il soccorso del terremoto di Gemona e Venzone mi disse: “quel territorio fa parte di “un altro Paese Italia” e la dignità delle persone legate al territorio deve essere presa come modello per eventuali accadimenti futuri e la forza primaria è quella di risollevarsi in tempi brevi senza tante polemiche”. Sono avvenuti nel corso del tempo anche eventi gravi idrogeologici con frane e smottamenti dei terreni con morti e distruzioni di alluvioni di: Firenze, Liguria, Ischia, Marche, Sarno e dell’Hotel Rigo Piano . Nei giorni d’oggi abbiamo le grandi tragedie delle alluvioni di : Marche e dell’Emilia Romagna. Una domanda mi sorge spontanea si rialzeranno queste regioni, degli ultimi eventi disastrosi? Tutto si verificherà nel corso del tempo. La priorità assoluta è mettere in sicurezza e ricostruire il territorio senza occupazione selvaggia inutile di suolo che mette a rischio l’incolumità delle persone da questi eventi sempre più gravi e frequenti. Certo questi ultimi fenomeni climatici hanno segnato una ferita profonda nei territori ma un dato è certo queste popolazioni sono “forti”. Però un’altra domanda me la sono posta e cioè l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, anche per ogni evento futuro di questo tipo, può essere un’opportunità per creare degli invasi per l’agricoltura nei periodi di siccità?. Tutto questo è incuria dell’uomo per tutti questi accadimenti?. Sarà meglio prevenire? Prendiamo per esempio pure i ponti ogni tanto ne casca qualcuno . I ponti , gli acquedotti le strutture murarie Romane ancora resistono agli eventi meteo . Si sa che il Paese è tutto a rischio di: terremoti e eventi idrogeologici ma se esiste un modo operandi alternativo valido già sperimentato nel passato anche da altri Popoli di fare delle opere in sicurezza che resistono occorre un cambiamento culturale. L’altro Paese è soprattutto quello in cui l’incolumità delle persone è messa al centro di ogni concezione politica per avere più giustizia e più sicurezza.
L’altro Paese (Un paese più giusto, sicuro e funzionale)

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