Le Masse di San Sisto

Salviamo le antiche terme delle Masse di S. Sisto

Frequento le Antiche terme delle Masse di San Sisto un luogo in piena campagna a metà strada tra Viterbo e Vetralla. Un piccolo paradiso immerso nel verde e confortevole e tenuto dai gestori dell’Associazione Le Masse con grande passione della cura e del rispetto della natura che lo circonda e il tutto valorizza le risorse termali del territorio. Nei fine settimana di tutto l’anno, dove l’afflusso e maggiore, si sente parlare con l’accento di tante parti d’Italia e anche straniero. Coloro che vengono, alle Masse di San Sisto, sono in genere gente comune di estrazione popolare che hanno anche problemi fisici e trovano in questo luogo un sollievo o addirittura la risoluzione dei loro mali. Con una piccola quota, accessibile per tutte le tasche, si ha una tessera che permette di accedere tutto l’anno con tanto di parcheggio per auto e camper. I grandi centri termali, dove in uno ci sono andato una volta, ho pagato l’entrata per un pomeriggio quanto per due anni e mezzo alle Masse. Da anni si sente parlare della costruzione di un altro complesso grande termale nelle vicinanze delle Masse. Infatti la società Free Time ha ottenuto le relative concessioni e l’approvazione da parte del consiglio comunale di Viterbo per la realizzazione di una struttura termale in località Paliano. Questa società successivamente ha fatto un ricorso per cui si impone alle Masse di cessare tutte le condotte e la rimozione di tutte le opere incompatibili con l’esercizio del pieno diritto di sfruttamento della concessione mineraria di acque termali facente capo alla Free Time stessa. C’è da considerare che la concessione di trivellazione, alla Free Time per trovare l’acqua calda termale, è stata fatta successivamente all’esistenza già da anni delle Masse per cui si può verificare, nella piena attività di pompaggio, la possibilità di un prosciugamento della stessa vena che serve le Masse di San Sisto costringendolo a chiudere? Non voglio insegnare niente a nessuno ne tanto meno fare il moralista ma un dato di fatto è che l’associazione benefica delle Masse non a scopo di lucro e nel corso degli anni è stata sottoposta se si può dire a delle pressioni di vario tipo allo scopo di farla chiudere. Certe decisioni al livello giudiziale devono essere prese, nel rispetto delle leggi, ma con quel buonsenso della tutela di quella gente comune che si può permettere la frequenza delle Masse. Quando ci sono grandi interessi: politici ed economici entrano in gioco prepotentemente quei poteri forti, con l’alibi di dar lavoro, si calpestano quei valori ecologici con tanto di speculazione edilizia fatta di cementificazione per la realizzazione di opere in una zona con vincoli archeologici e agricoli . Le strutture del complesso delle Masse sono realizzate in legno nel rispetto dell’ambiente.
Conosciamo tutti come vanno a finire certe cose si prendono sovvenzionamenti dallo Stato, cioè denaro pubblico, poi magari le strutture restano incompiute per mungere altre risorse pubbliche e asciugare le casse del Paese aumentando il debito Pubblico e creando sacche di miseria. Però in compenso si fanno oasi lussuose e qualcuno direbbe: “roba da ricchi”. Questo tipo di finalità si devono evitare anche perché il privato quando non riesce a gestire più certe grandi opere chiude e le conseguenze sono che manda a casa i lavoratori che hanno usufruito solo momentaneamente del lavoro. Infatti già nel passato era successo che un centro termale a Viterbo, per la cattiva gestione, ha chiuso per fallimento. A questo punto è giusto far chiudere un complesso che per anni e anni ha fatto un buon servizio a tanta e tanta gente?
In definitiva sono decisamente contrario alla realizzazione di un altro grande complesso che si presenta solo a scopo di lucro quindi salviamo le Masse oasi di benessere vero in questo mondo di inquinamento e di speculazione che tiene conto solo del “dio quattrino”.

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