La manipolazione

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Certi politici o movimenti cercano di cambiare le carte in tavola usando comportamenti e metodi truffaldini, per cercare di condizionare, una realtà sociale a proprio favore a spese degli altri partecipanti in campo e di tutto il Paese. Difatti lo psicologo George K. Simon, afferma che l’efficacia della manipolazione è legata fondamentalmente a chi la esegue che è dotato di attitudini capaci di cambiare, attraverso la psicologia, gli schemi preposti.
Prendiamo per esempio la legge elettorale che sta in elaborazione ognuno dei contendenti non vuole trovare, forse per convenienza personale, un accordo giusto per suonare quella musica che si chiama via democratica. Non significa rimescolare tutto e ricominciare da capo ogni volta, come il gioco dell’Oca, allungando i tempi delle decisioni a scapito o a favore di chi? Ma significa prendere delle decisioni condivise dalla maggior parte con rispetto delle minoranze.
Non c’è la coerenza di portare avanti le idee tradotte in progetti politici ma c’è una convenienza politica diffusa, la salvaguardia delle poltrone.
Alla scissione che è stata fatta da una parte della minoranza del PD possiamo domandarci, dopo aver seguito le dichiarazioni dei maggiori rappresentanti del partito all’assemblea, se c’è stata manipolazione di una o di tutte due le parti per questioni di conta e quindi di poltrone? Una cosa è certa che tra i due litiganti ………..?
La manipolazione, sviluppandosi anche sul web, è dannosa all’intera società e al suo sviluppo: culturale. economico e politico. Le menzogne ingannevoli prodotte sono nemiche di quella comunicazione efficace che è la base della democrazia reale.

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